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Normativa 

Segnaliamo la sentenza del TAR che ha in parte accolto il ricorso al TAR Lazio, nei confronti del Regolamento sulla mediazione

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Testo integrale

Direttiva 5 novembre 2013

Mediazione civile
Ministero della Giustizia

L'art. 84 della legge 9 agosto 2013, n. 98, di conversione del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia, ha modificato il decreto legislativo 4 marzo 2010,
 
n. 28 reintroducendo l'obbligatorietà del procedimento di mediazione nell'ambito di una rilevante serie di controversie civili, ciò in attuazione del dettato della sentenza 24 ottobre 2012, n. 272 272 della Corte Costituzionale.

La rinnovata rilevanza attribuita dal legislatore al procedimento di mediazione e conciliazione eleva l'istituto a fondamentale strumento di deflazione del contenzioso civile, volto a incrementare l'efficienza del sistema giudiziario che costituisce, come noto, uno degli elementi sui quali si misura la funzionalità del sistema economico nonché l'affidabilità internazionale del nostro Paese.

In consonanza con le linee direttrici dell'azione del Governo, l'istituto della mediazione non deve, pertanto, costituire un vuoto ed oneroso adempimento burocratico, una mera condizione di procedibilità prima di potersi rivolgere al giudice. Al contrario, l'istituto, attesa la sua strettissima correlazione con l'attività giurisdizionale, deve rappresentare un effettivo momento di composizione delle possibili future controversie giudiziarie.

È evidente come, al fine di conseguire il raggiungimento degli obiettivi prefissati  in  questo  campo  dal legislatore, sia necessario garantire, innanzitutto, che il procedimento di mediazione si svolga in maniera tale  da assicurare ai cittadini che  debbano  o  intendano  avvalersene un elevato livello di preparazione professionale dei mediatori.

Dovrà essere, inoltre, assicurata l'effettiva imparzialità e terzietà degli organismi di mediazione e dei loro mediatori rispetto alle parti coinvolte nel procedimento.

Conseguentemente, il Ministero della Giustizia dovrà operare affinché una  funzione, tanto  delicata da potersi definire paragiurisdizionale, si conformi al fondamentale  principio di  trasparenza  che informa tutta l'attività amministrativa, vigilando allo scopo di impedire, in particolare, la costituzione di rapporti di interesse, di qualunque specie o natura, tra gli organismi di mediazione ed i mediatori da una parte, e le parti che partecipano al procedimento dall'altra.

A  tale fine, dovrà  essere  cura delle  competenti strutture  ministeriali  di  eseguire  ogni  più rigoroso controllo, nell'esercizio  del  potere  di vigilanza  attribuito  dalla legge, anche  a  mezzo  dell'Ufficio dell'Ispettorato Generale.

Si dovrà, infine,  garantire  che  l'accesso  al  procedimento  di  mediazione  si  caratterizzi  per  il contenimento dei  costi  per  i cittadini, profilo che appare oltremodo  necessario  nell'attuale  difficile momento economico in cui versa il Paese.  Non deve, infatti,  accadere  che la  congiuntura economica comprometta l'accesso alla tutela giuridica dei diritti che costituisce, come noto, uno dei compiti primari dello Stato.

Gli obiettivi  sopra  indicati  rappresentano  priorità  operative cui  dovrà  uniformarsi, in forza della presente direttiva, l'azione dell'intera struttura amministrativa ministeriale in materia di mediazione e conciliazione.

Roma, 5 novembre 2013

Il Ministro
Annamaria Cancellieri